Il Campionato del Mediterraneo  è organizzato dall’ Unione Ippica del Mediterraneo che abbraccia la passione ippica vissuta nei paesi che si affacciano sul Mar Mediterraneo. In Italia, furono organizzate a Napoli nel 2002,  le prime edizioni  riservate ai guidatori di trotto (dal 1996 al 1998) e la prima edizione per fantini di galoppo

Come recita il primo articolo del suo regolamento, questa manifestazione ha per finalità, attraverso l’organizzazione di corse ippiche nei paesi partecipanti alle quali prendono parte rappresentanti delle varie nazioni che si affacciano sul Mar Mediterraneo, di celebrarne la comunanza storica e culturale, di promuovere relazioni amichevoli fra i popoli e di svilupparne la collaborazione, partendo dal mondo dell’ippica per arrivare anche ai settori della cultura, della storia, del turismo e dell’economia.

Questo evento sportivo si è rivelato infatti da subito capace di centrare, attraverso l’efficace trait-d’union della passione per il cavallo – una passione che non conosce confini – obiettivi di comunanza e dialogo tra nazioni di un respiro ben più ampio di quello del mero confronto fra i campioni in pista.

La prima edizione del Campionato del Trotto, corsa a Roma nel 1996 alla presenza del Segretario Generale del Ministero degli Affari Esteri, fu la prima manifestazione sportiva alla quale presero parte insieme in veste ufficiale rappresentanti della Croazia, della Serbia e della Slovenia dopo lo scoppio della guerra nella ex Jugoslavia.

La prima edizione del Campionato del Galoppo, organizzata in collaborazione con la Provincia di Napoli nell’ambito della “Settimana per la Pace nel Mediterraneo”, si concluse con una storica tavola rotonda dal titolo “Lo Sport come strumento di Pace” svolta al Maschio Angioino, alla quale parteciparono, per la prima volta allo stesso tavolo, esponenti di primo piano di Israele e Palestina, moderati dal Sindaco di Napoli.

Si tratta dunque di un evento che rappresenta una sorta di fiore all’occhiello della nostra politica di gestione e del cui sviluppo ci sentiamo particolarmente orgogliosi.

Nel 2005 la manifestazione ha assunto infatti un respiro ancora più internazionale, grazie alla collaborazione con la Société des Courses de la Cote d’Azur (gerente dell’Ippodromo di Cagnes-sur-Mer, con la quale il nostro ippodromo di Roma trotto è gemellato dal 1990) e con l’Ippodromo del Mediterraneo di Siracusa.

Un circuito annuale, che prevede, nel primo semestre, la disputa delle prove di galoppo e, nella seconda parte dell’anno, delle tappe del trotto.

Ogni paese partecipante si impegna ad inviare un proprio fantino ed un proprio guidatore accompagnati da un dirigente ippico alle prove del campionato ed ha facoltà di organizzare una prova del circuito nella propria nazione con cavalli messi a disposizione dalle scuderie locali.

Le giornate riservate alle prove del Campionato del Mediterraneo divengono inoltre occasioni per aprire gli ippodromi alla collettività e promuovere le risorse e le tradizioni del paese ospitante, mediante mostre, spettacoli ed incontri legati al folklore, al turismo ed alla cultura del Mediterraneo.

Il successo di questa iniziativa, che ha già portato nell’arco di soli tre anni di collaborazione internazionale a un interscambio produttivo e innovativo e all’instaurazione di rapporti fattivi e cordiali tra le autorità ippiche dei paesi che si affacciano sul Mediterraneo, è senz’altro destinato a crescere ancora.

 

Gli Sviluppi Futuri

Sul piano sportivo, la manifestazione si propone di divenire, nel più breve tempo possibile, oltre che un Campionato di atleti (fantini e guidatori), anche un Campionato di cavalli. Si tratta di fare sì che il circuito, oltre al trasferimento dei “piloti”, preveda anche il trasferimento dei cavalli, affinché in ogni corsa i paesi partecipanti siano rappresentati da un binomio cavallo/jockey o cavallo/driver. Per fare ciò è necessario, da un lato, che le Federazioni ippiche delle varie nazioni collaborino tra loro per trovare una formula di corsa che consenta a cavalli provenienti da realtà ippiche totalmente differenti e del tutto nuove all’esperienza di circuito internazionale di gareggiare insieme ad armi pari.Come secondo aspetto, è necessario adoperarsi a reperire le risorse che consentano di finanziare il trasporto dei cavalli da una nazione all’altra, considerando tuttavia le rilevanti potenzialità di promozione degli allevamenti nazionali e di coinvolgimento del pubblico che questa opportunità saprà aprire.

Sul piano sociale e culturale, il Campionato si propone di coinvolgere il più ampiamente possibile le realtà pubbliche di tutti i paesi partecipanti, perché questa iniziativa, oltre ad un’occasione per una più larga e proficua collaborazione tra gli enti ippici nazionali, divenga anche l’occasione per creare rapporti di sinergia e di scambi culturali, sociali ed economici tra i paesi che vi partecipano. Si tratta infatti di un’iniziativa in grado di generare aggregazione anche al di fuori della realtà ippica, creando rapporti che coinvolgano, oltre agli uomini di cavalli, anche le comunità vere e proprie.

Il Campionato del Mediterraneo è un esempio di ciò che nel sud dell’Europa si è capaci di fare, attivando il dialogo e la collaborazione tra popoli diversi per lingua e cittadinanza, ma accomunati da storia, tradizioni e da una civiltà ultramillenaria.

Un esempio di come si può rendere il Mare Mediterraneo non un mare di confini, ma un mare di contatti e di cooperazione tra i popoli sul terreno della cultura, della cultura, degli scambi sociali e dello sport.